
In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre, la Toscana in risposta alla problematicità del fenomeno ha istituito, con la legge regionale. n.59/2007, una rete regionale contro la violenza di genere finalizzata a rafforzare la creazione di un sistema di politiche di contrasto alla violenza, promuovere attività di prevenzione, garantire adeguata accoglienza, protezione, solidarietà e sostegno alle vittime di maltrattamenti, con responsabilità precise per la Regione, gli enti locali, il sistema socio-sanitario.
E' stata realizzata una brochure informativa che rappresenta un segnale di impegno condiviso. Al suo interno sono presenti le strutture e i servizi attualmente attivi nel nostro territorio regionale. I dati sono stati forniti dalle amministrazioni provinciali e dalla Direzione generale diritto alla salute e politiche di solidarietà. Eventuali omissioni troveranno collocazione nelle prossime edizioni.
Voglio che questa petizione resti sempre ben in vista!
Poter denunciare quando si hanno prove, consapevolezza, e forza per resistere all'iter processuale è il primo passo per una giustizia vera.


Mi riallaccio ai commenti del precedente mio post, per adottare e sostenere il lavoro di Massimo Merighi, che è anche un mio desiderio/sogno. Conosciuto per caso e diventato subito amico, Massimo rappresenta il blog di informazione Bispensiero.it ed ha lanciato online, assieme a Marco Marchese in rappresentanza dell' Associazione per la Mobilitazione Sociale Onlus, una petizione, che accompagnerà un'interrogazione parlamentare, per chiedere al parlamento italiano [...] l' eliminazione della prescrizione dei reati sessuali ai danni di minori previsti dalle leggi 15 febbraio 1996 n.66 "Norme contro la violenza sessuale", e n.269 del 03/08/1998, "Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù", oltre che dalla recente legge 6 febbraio 2006, n.38, "Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet"; in modo che le vittime abbiano la possibilità di vedere perseguito il reato in qualunque momento, qualora diventate adulte siano in grado di denunciare.[...]
Vi invito a leggere il testo della petizione, a sottoscriverla e diffonderla, in quanto vi sono dati che bene spiegano perchè sarebbe importante allungare o eliminare del tutto la prescrizione per questi reati.
Io ora credo che avrei la forza ed il coraggio di perseguire chi mi ha violentata come si merita. Ma proprio quella legge che dovrebbe fare giustizia, me lo vieta...
Diffondi la petizione. Metti anche tu un banner sul tuo blog o sul tuo sito, copiando il codice sottostante:
Il Silenzio Rende Complici
Tacere se si assiste o si giustifica chi commette e/o subisce violenza permette a chi la commette di perseverare nell'attuare comportamenti criminosi, impedisce a chi la subisce di rendersi conto della reale situazione di pericolo in cui versa e ne ritarda l'inizio del processo per uscirne. E' pur vero però che aiutare una persona che è stata o è vittima di violenza non è semplice, anche alla luce di una legislazione assolutamente insufficiente a proteggere le donne e che nessuno più di chi è vittima conosce il propro bisogno di sicurezza e (in alcuni casi) l'autore della violenza.
Aiutare una donna che subisce violenza non significa sostituirsi a lei ma rispettare i suoi tempi di decisione, dandole ascolto, sostegno, informazioni.
Ascoltarla e crederle senza fare pressioni ne porre condizioni e tenere sempre presente che non si può risolvere la situazione al suo posto ne da soli, specie se si è troppo coinvolti emotivamente, sono i presupposti per un aiuto concreto e corretto che si può dare a chi è vittima, come informarsi su dove poter andare a chiedere informazioni, aiuto e/o assistenza sul territorio, e accompagnare la vittima se lo richiede. Un primo numero utile, gratuito, cui rivolgersi è il numero nazionale "Antiviolenza Donna" 1522 attivo 24 ore su 24, con personale multilingue.
- Ti picchia?
- Ti minaccia?
- Ti controlla?
- Ti umilia?
- Ti insulta?
- Ti molesta?
- Ti obbliga a rapporti sessuali?
Allora forse stai vivendo una situazione di violenza.
Ricorda che chi violenta tende ad umiliare, a far sentire inadeguati, a dare la colpa a chi subisce la violenza. Al contrario la violenza non è mai giustificabile. La responsabilità di una violenza è sempre di chi la compie!
Se a maltrattarti è una persona cara e/o di famiglia probabilmente ti sentirai sola, ansionsa, confusa, avrai paura per te e per i tuoi figli. Pensi di essere solo sfortunata. Che se fossi una persona migliore, normale, non subiresti violenza. Sopporti per vergogna, per timore del giudizio altrui, della famiglia, di chi conosci, per i figli, per timore di non essere creduta...
NULLA DI PIU' SBAGLIATO!
Hai il sacrosanto diritto di dire NO!
Uscire dalla violenza si può e si deve! Per noi stesse, per chi ci vuole bene davvero.
Ammettere di subire o aver subito violenza e parlarne sono i primi passi da compiere per uscirne.