
MEGLIO TARDI CHE MAI! E' proprio il caso di dirlo.
Festeggiamo così una notizia che fa storia, pur sapendo che una risoluzione ONU non è una legge ma sicuramente crea le basi per arrivare a farne una ad hoc e costituisce il primo passo in avanti per un miglioramento della condizione femminile in alcune aree del mondo.
Fonte: il Giornale
Lo scorso 21 Giugno il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione, la 1820, che DICHIARA LO STUPRO CRIMINE DI GUERRA E CONTRO L'UMANITA' (potete leggere la notizia integrale QUI').
Sponsorizzata dagli USA e sostenuta da 30 Paesi fra cui l'Italia, la risoluzione domanda «l’immediata e completa cessazione da parte di tutti gli attori in conflitti armati di atti di violenza contro i civili».
Il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, presidente della sessione ha ricordato davanti ai membri del Consiglio soltanto alcuni dei casi in cui gli abusi sessuali hanno fatto da sfondo a recenti conflitti: ha parlato degli stupri di massa da parte dei militari in Myanmar. Ma gli stupri in contesti bellici sono frequenti in molte altre zone del mondo, soprattutto in Africa: in Sudan, per esempio, nella regione del Darfur, in cui è in corso dal 2003 un conflitto che ha causato oltre 200mila morti; nella Repubblica democratica del Congo, dove secondo Amnesty International 40mila donne sarebbero state vittime di violenze sessuali soltanto nel 2004; in altri Stati del continente, teatri di confitti intestini come la Liberia e l’Uganda, lo stupro è stato utilizzato dalle parti come arma contro il nemico; nei Balcani, tra il 1992 e il 1995 le milizie serbe violentarono e uccisero migliaia di donne bosniache; in Ruanda, nel 1994 durante le violenze tra hutu e tutsi, gli abusi sessuali furono tra 250 e 500mila, secondo le stime delle Nazioni Unite. Secondo il testo del documento approvato, i colpevoli degli stupri rischiano ora di finire davanti alla Corte penale internazionale dell’Aia. L’associazione per i diritti umani Human Right Watch ha definito la risoluzione adottata ieri dalle Nazioni Unite un «atto storico». Per Ban Ki-Moon servono più donne tra le file dei peacekeeper per evitare il fenomeno delle violenze sessuali in zone di conflitto. Il segretario dell’Onu ha dichiarato inoltre «tolleranza zero» nei confronti di personale delle Nazioni Unite che compie abusi contro civili come successo nei Balcani, nella Repubblica democratica del Congo, in Liberia.
Il segretario di Stato americano ha approfittato dell’occasione per fare pressione davanti ai membri del Consiglio di Sicurezza per la fine delle violenze in Zimbabwe, dove il 27 giugno si terrà il secondo round del voto presidenziale. L’opposizione del Movimento per il cambiamento democratico accusa il leader Robert Mugabe di brutalità contro i rivali politici: ci sarebbero 70 morti e centinaia di feriti.

Festeggiamo il persistere del mare calmo...
- ITALIA. ALESSANDRIA: preso "il maniaco dei garages" che aggrediva donne dai 25 ai 35 anni che rincasavano da sole nell'alessandrino. E' un giovane orafo di Valenza, di 26 anni, raggiunto da un procedimento di custodia a seguito del quale ha confessato. Materiale pornografico è stato rinvenuto nella sua abitazione, dove vive con i genitori.
E' stata dura ma alla fine un mare calmo e limpido lo abbiamo trovato.
- ITALIA. PERUGIA: Confermata la condanna all'ergastolo per Giorgio Giorni, l'imprenditore edile di Città di Castello che il 6 Aprile 2006 violentò e uccise la piccola Maria Geusa di soli 2 anni e mezzo. La Corte ha rigettato il ricorso presentato dagli avvocati di Giorni contro la sentenza emessa Corte di Assise di Appello di Perugia. Lo scorso Novembre la madre di Maria Geusa, Tiziana Deserto, è stata condannata a 15 anni (tre condonati) dai giudici di merito per concorso in omicidio e abusi.
In Cassazione, come parti civili, si sono costituiti il padre e i nonni della bambina, e il Telefono Azzurro.
Ogni tanto la Giustizia funziona. Evviva.
