Chi siamo

Utente: adminsalvagente
Tre Donne
vittime di violenza:
su minore, domestica, mobbing.
Che hanno detto Basta!
Ed hanno cominciato a vivere di nuovo.
Ora mettono la loro forza,
la loro esperienza
ed il loro sostegno
a disposizione di chi
pensa di intraprendere,
o già sta percorrendo,
il cammino
più duro e doloroso
nella vita di una donna:
l'uscita da una violenza
per la propria rinascita.

Questo blog è...

VIOLENCE FREE!


Un luogo

dove l'uscita dalla violenza
inizia da NOI Donne.

Un Diario
su come noi ce l'abbiamo fatta.
Uno sportello
aperto 24 su 24
per chi cerca aiuto.

Questo blog non e'...


Una testata giornalistica,
essendo aggiornato
senza nessuna periodicità.
Non può quindi
essere considerato
un prodotto editoriale
ai sensi della
Legge n. 62 del 7.3.2001.

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 05 marzo 2009

Convegno Internazionale “Pedofilia Oggi…”

Gentilmente riceviamo e pubblichiamo.

BoarioSi terrà a Boario Terme (Bs) il giorno sabato 4 Aprile p.v. la nona edizione del convegno internazionale “Pedofilia oggi: Quando il dolore ha gli occhi di un bambino”, promosso dall’Associazione Prometeo.

Il convegno è oramai un punto di riferimento imprescindibile per chiunque, a vario titolo, si accosti al dramma della pedofilia.
Quest’anno il tema del convegno saranno “le vittime”.
Pertanto si ascolteranno le voci di adulti, vittima di abusi da bambini e di genitori di bimbi abusati.
Ci sarà poi uno spazio dedicato al ricordo del piccolo Tommaso Onofri, a tre anni dalla scomparsa, con la possibile presenza della mamma di Tommy, Paola Onofri.
Vi aspettiamo numerosi. 
Sede del convegno la sala conferenze del Hotel San Martino, in Via San Martino 28, dalle ore 14,00.
Per info. ed iscrizioni: Tel. & Fax: 0364 880593 oppure
www.associazioneprometeo.org


sabato, 19 aprile 2008

DONNA MODERNA: LE PROPOSTE PER I COMUNI

Contro la violenza sulle donne si può intervenire anche a livello locale.
Ecco come, nelle 6 proposte di Donna Moderna volte ai Comuni:

1) Istituzione di un osservatorio metropolitano sui casi di violenza, che rilevi correttamente i vari tipi di violenza nella loro frequenza e che disegni una mappatura delle zone maggiormente a rischio.
2) Convenzione unitaria tra Comune, Provincia e Case delle donne che predisponga finanziamenti in grado di assicurare continuità e certezza del servizio.
3) Adozione di misure, dall'illuminazione alla sorveglianza, per il potenziamento della sicurezza diurna e notturna nei parchi cittadini e in tutte le zone a rischio.
4)
Installazione, in zone particolarmente a rischio, di telecamere e di segnaletica che informi che si stà per accedere o ci si trova in una zona videosorvegliata e dell'eventuale registrazione.
5)
Organizzazione di corsi di autodifesa rivolti alle donne, da concordare con associazioni sportive e Asl.
6) Misure relative alla mobilità:
-
Predisposizione nei parcheggi pubblici e privati di "Parcheggi Rosa", cioè aree a utilizzo esclusivo da parte delle donne in prossimità delle uscite.
- Introduzione, in accordo con le società dei taxi, di "Taxi Rosa", messi a disposizione esclusiva delle donne negli orari serali e notturni.
- Introduzione di "Vagoni Rosa", cioè destinati solo alle donne, nelle metropolitane e nei treni, negli orari serali e notturni.
- Introduzione delle "Fermate di cortesia" (a richiesta della donna) di taxi, tram e bus.


postato da: Gomitolina alle ore 00:04 | link | commenti (1)
categorie: diritti, legislazione, convegni e approfondimenti
venerdì, 18 aprile 2008

DONNA MODERNA CONTRO LA VIOLENZA: LE PROPOSTE PER IL GOVERNO

Al convengo contro la violenza sulle donne dello scorso 8 Marzo, Donna Moderna ha stilato una serie di proposte volte a risolvere i problemi legati alla violenza sulle donne. Obiettivo che secondo la redazione della rivista ed anche secondo me, si può raggiungere. Vediamo nel dettaglio le prime 10 rivolte al Governo, che io faccio mie condividendole in pieno.

1) Corsi di educazione sessuale e di rispetto fra i sessi nelle scuole, dalle elementari alle superiori.
2) Una legge nazionale contro la violenza sulle donne, come nella maggior parte dei Paesi Europei, che preveda un inasprimento delle pene ed il reato di stalking.
3)
Un piano nazionale pubblico di assistenza alle donne vittima di violenza. Aiuto materiale, legale (in accordo con l'Ordine degli Avvocati) e sostegno psicologico alle donne e ai loro figli che hanno assistito e sofferto della violenza subìta dalle madri. La donna dev'essere accolta in una casa protetta e sostenuta dal momento in cui abbandona il marito o il convivente fino a quando ritroverà un'autonomia, cioè un lavoro e un tetto. Se il lavoro non bastasse a mantenere lei e i figli, lo Stato darà un contributo economico, visto che difficilmente queste donne ricevono gli alimenti dagli ex.
4) Aumento dei rifugi protetti, fino a coprire tutte le province italiane, con un rapporto di un rifugio ogni dieci mila abitanti.
5) Centri pubblici di prima accoglienza cui le vittime di violenza domestica e di altro tipo possano rivolgersi per chiedere aiuto. I centri dovranno essere dotati di personale specializzato e facilmente riconoscibili dall'utenza.
6) Corsi di formazione per infermieri dei Pronto Soccorso che ricevono le donne maltrattate, in modo che sappiano riconoscere un vaso di violenza da un incidente domestico, mettendo in contatto la donna con un centro antiviolenza ed eventualmente segnalino il caso alla polizia. Corsi di formazione con il metodo Spousal Assault Risk Assessment (Sara), già collaudato all'estero, per poliziotti, carabinieri, assistenti sociali che accolgono le vittime di violenza, in modo che sappiano riconoscere la gravità del fatto, il rischio di recidiva e il pericolo che dal maltrattamento si passi all'omicidio.
7) Campagne contro la violenza alle donne sui giornali, in televisione e sui mezzi pubblici di trasporto, diffondendo il più possibile il numero verde (1522) collegato ai centri antiviolenza.
8) Sull'esempio della Spagna e della Gran Bretagna istituzione di tribunali appositi per giudicare questo tipo di crimini, con un approccio specifico, competente.
9)
 Incentivare gruppi di terapia per uomini violenti che vogliano cambiare e gruppi di auto-aiuto sull'esempi di quelli esistenti all'estero. Assistenza psicologica specifica per i figli di donne maltrattate  affinché non diventino a loro volta carnefici o vittime.
10) Braccialetto elettronico per individuare gli spostamenti dei partner violenti o dei violentatori che, come prevede anche una legge italiana del 2001, non si possono avvicinare alla casa né ai posti frequentati dalla vittima.


venerdì, 28 marzo 2008

CONVEGNO CONTRO LA VIOLENZA: IL MIO RESOCONTO

DM1DM2

Milano, 8 Marzo 2008.
Convegno "ALZIAMO LA VOCE: NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE"

Ho volutamente fatto passare del tempo dall'8 Marzo, data del convegno.
Un pò perchè ne ho poco, un pò per far decantare emozioni e sensazioni che sono state davvero tante.
Il pensiero di parlare davanti a tanta gente, di uscire fuori allo scoperto ufficialmente davanti alla platea e sui media mi aveva messo tanta tensione, lo confesso.
E' anche per questo che ho preferito non farmi accompagnare da nessuno. E' nettamente più facile parlare davanti ad estranei, mettendo amici e conoscenti davanti al fatto compiuto.
Il viaggio di andata in treno mi è servito per distrarmi: ho riletto il discorso che mi ero preparata la notte prima, una sola volta. Discorso che poi non mi è servito...Ma se vi interessa conoscerlo egualmente fatemelo sapere e lo pubblicherò lo stesso.
Ho ascoltato musica, guardato il panorama, letto un libro... Ed ha funzionato.
A coronamento del tutto: un bel pranzetto appena arrivata a Milano ed una passeggiata in Parco Sempione adiacente al Teatro dell'Arte, che per un vivaista come me è davvero un toccasana .
Appuntamento con la giornalista per la video intervista alle 14.30.
Una cosa buffa: durante il pranzo, telefonicamente mi sono state anticipate le domande che mi sarebbero state poste, e che poi ... sono nettamente cambiate . Tipico dei giornalisti.
Ma io, da ex capo redattore di un periodico locale me lo aspettavo.
Il teatro è molto carino. Il convegno organizzato in una sala interna cui si giungeva percorrendo un corridoio tappezzato da foto di donne tumefatte, che ben rendono l'idea dei segni fisici di una violenza.
Poltroncine in platea e galleria, palco con immagini proiettate dal sito noallaviolenza.donnamoderna.com aperto all'uopo da Donna Moderna e arredato con poltrone bianche per le ospiti, tutte rigorosamente donne. Bella musica di sottofondo.
L'accoglienza della redazione di Donna Modernaè stata veramente fantastica: mi sono subito sentita a mio agio e loro sono Donne molto giovani, capaci, simpatiche e gentili.
Arrivati i cameramen ci spostiamo nell'ingresso, accanto ad un computer connesso al medesimo sito.
E registriamo.
Ero un pò nervosa ovvio. Poi con la gente che guarda, non ti conosce ma sai che si chiede chi sei.....Potete immaginare. Meno male che anni di palco come cantante si sono rivelati ottima palestra
Nel complesso il risultato mi ha soddisfatta. Ho avuto modo di parlare del Progetto Salvagente e questo mi ha resa felice.
Finito il tutto torniamo in sala dove il pubblico pian piano entra: quasi tutte donne
E pensare che la violenza contro le donne è un problema che riguarda, e molto da vicino, gli uomini!
Un' altra delusione: hanno dato forfait per motivi elettorali l'On. Mussolini e la neo candidata Michela Vittoria Brambilla.
"Ma come?" mi sono chiesta  "Sono donne, che stanno dove potrebbero fare davvero la differenza e non si degnano di presenziare ad un appuntamento di tale importanza?"
Ho veramente capito che l'argomento non interessa davvero chi ha il potere.
Livia Turco arriva in ritardo ed annuncia che dovrà andare via prima (idem come sopra :-(..)
Si pavoneggia un pò davanti alle telecamere e poi sale a prendere posto accanto a Cipriana Dall'Orto, condirettore di Donna Moderna, moderatrice del convegno che si apre con la video testimonianza di una vittima: una moglie massacrata dal marito, che ha trovato la forza di reagire ed uscire dal tunnel.
Da sola, perchè quando scappò da casa chiedendo aiuto nemmeno i vicini le aprirono la porta per ripararla dalle botte del marito.
Barbara Pollastrini in una video intervista registrata scopre l'acqua calda: "La società non può dirsi civile quando le donne hanno paura di uscire, quando vengono percosse e uccise nel silenzio delle loro case."
Arrivano a seguire le altre ospiti: Antonella Boralevi, scrittrice, che ha curato e raccolto le testimonianze delle vittime di violenza per il settimanale Donna Moderna, su cui sono pubblicate. Le ho portato i saluti della nostra Patla, la cui storia era in edicola proprio quella settimana... Quando si dicono le coincidenze. 
La signora Boralevi ha raccontato quanto per lei sia stata dura stare al telefono ad ascoltare quanto hanno sopportato le molte donne con cui ha parlato, circa 40. Una addirittura di 75 anni... Facendo notare che forse, tutto parte da una mancanza di autostima della donna che diventa vittima perchè pensa di non valere nulla e di meritare quindi botte, fratture e soprusi. E dopo tace perchè si vergogna di non aver saputo opporsi a tali comportamenti.
Le fa eco Alessandra Kustermann, responsabile Centro Soccorso Violenza Sessuale e Soccorso Violenza Domestica clinica Mangiagalli di Milano, il primo in Italia, completamente gratuito per le vittime e finanziato dal comune di Milano e dalla Regione Lombardia, affermando che "la violenza distrugge anche la capacità di chiedere aiuto, molte donne si sentono colpevoli e impotenti".
Da ginecologa evidenzia quanto operatori, medici e agenti della pubblica sicurezza siano bisognosi di formazione per gestire meglio i casi di violenza domestica e sessuale: non deve più capitare che denunciando le violenze del marito, una moglie si senta rispondere dal carabiniere di turno "Suvvia signora, torni a casa. E' pur sempre il padre dei suoi figli..."
Dall'altra parte il medico deve percepire che dietro una banale giustificazione di una frattura potrebbe esserci un maltrattamento da parte del partner. Ed invece di scrivere sul referto "maltrattamento da persona nota" dovrebbe indicare "maltrattamento familiare" in modo da far procedere d'ufficio contro il partner violento.
Giovanna Fava, avvocato dell'Associazione "NonDaSola" di Reggio Emilia, ferita con un colpo d'arma da fuoco in tribunale il 17 ottobre scorso dal marito violento di una delle sue assistite, conferma che spesso l'impossibilità di procedere contro chi commette reato è dovuta proprio a referti medici mal compilati o omissivi. Unitamente ad una legge che fa acqua da tutte le parti, e da un sovraccarico arretrato di lavoro per giudici e avvocati che impedisce di fatto di ottenere provvedimenti di sorta in tempi brevi.
Un partner respinto è nettamente più veloce nell'azione punitiva della legge italiana! Inoltre la carenza di strutture a sostegno della vittima attive sul territorio, inibisce chi pensa di denunciare. Proprio perchè, dopo, la vittima resta sola a dover gestire la reazione del partner che attua ogni sorta di ritorsione, usando anche i figli se ci sono. Senza scrupoli.
L'On. Ombretta Colli rilancia l'invito a denunciare la violenza, subita o assitita. Ammette però che lo stato di privazione in cui versano tante vittime (prive di lavoro, indipendenza economica..), rende difficile fare ciò che è sano e giusto.
Tutte evidenziano quando sarebbe più opportuno, giusto e salutare che a lasciare la casa fosse chi commette reato, non chi lo subìsce. Inseguono il sogno di assistenza medica e legale gratuita per tutte le vittime.
Tutte concordano nel dire che bisogna fare e non più parlare e basta. Di chiacchiere se ne sono sentite anche troppe!
L'attrice Lella Costa sdrammatizza ogni tanto, con l'ironia che la contraddistingue sempre.
Si apre il dibattito con il pubblico, una delle prime sono io, visto che stenta a decollare.
"Porto il saluto delle vittime, senza vergogna perchè non sono io a dover provare tale sentimento, ma l'uomo che mi ha violentata. Rivolgo un invito agli addetti ai lavori orientato a cercare di aprire una porta a tutte le donne immigrate vittime di violenze di ogni sorta: inserire un mediatore linguistico all'interno dei centri antiviolenza e pubblicazione nelle principali lingue delle etnie presenti in Italia di tutte le informazioni volte a chi è vittima di violenza. In primis dove e come trovare le strutture, comune per comune.
Vivendo in una città ad alta densità di immigrati, conosco il problema da vicino. Queste donne non parlano l'italiano, che non è obbligatorio per chi immigra come invece è in Svezia.
E non lo sanno leggere. Quindi sono impossibilitate a chiedere aiuto, a meno che non abbiano un figlio o una figlia che frequenta la scuola e che faccia loro da interprete. Si può ben immaginare l'imbarazzo per le madri, lo stress per i figli ed i rischi personali per entrambi!
Forse le nuove generazioni potranno far qualcosa affinchè questa cultura cambi, ma ci vorrà del tempo. Che queste donne non hanno.
Un altro invito lo rivolgo alla cosiddetta società civile, codarda e che non prende mai posizione su nulla.
E' vero che la gente volta le spalle a chi chiede aiuto. Lo fanno le famiglie, figuriamoci vicini e conoscenti! Ma questo rende complici. Noi vittime non abbiamo una malattia contagiosa. Aiutarci arricchisce non impoverisce.
E' inutile lo scrupolo che molti si fanno: tacere per non distruggere una famiglia. Quella famiglia è già distrutta: dal primo ceffone o dal primo volo dalle scale. Dal primo osso rotto o dalla prima ustione.
Denunciando se si assite o aiutando una vittima si offre ai due partner la possibilità di uscire da una situazione di violenza e amore distruttivo per intraprendere il cammino che porta ad un amore costruttivo."
Dopo di me, qualche altra vittima ha preso coraggio ed ha parlato. Raccontando parti di vissuto più che altro. Un vero dibattito non c'è stato. La sfiducia nelle istituzioni si toccava con mano, ed è inutile chiedere ciò che già si sà non sarà ottenuto: pene severe e certe.
Toccante l'intervento di uno dei pochi uomini presenti, vittima di violenza da parte di una donna che non trova un centro adeguato che lo aiuti. Sono carenti per le donne, figurarsi per gli uomini. Questo tipo di violenza pare sia in aumento, anche se è di difficile monitoraggio: un uomo ha molta più difficoltà di una donna a denunciare. Nel pensiero collettivo la donna vittima è una debole, l'uomo è uno stupido.
Quello che nel complesso mi è piaciuto del convegno è l'impronta fattiva. Alle parole seguono fatti,come dimostra la campagna PangeaProgettoItalia.
Inoltre Donna Moderna ha creato una lista di richieste, che pubblicherò in apposito post, da inoltrare in 10 punti al governo ed in 6 punti ai comuni, perchè risolvere i problemi legati alla violenza si può. Basta volerlo davvero.
Ah. Manco a dirlo, ho fatto il tragitto di ritorno dal teatro alla stazione con un paio di vittime.
E' incredibile quanto, fra noi, sia facile socializzare.
Forse perchè anche in mezzo a centinaia di persone, siamo comunque sole.
Qualche dato: 7 milioni di donne in Italia sono vittime di violenza fra le mura domestiche.
Un colpevole su cento viene condannato.
La violenza è la prima causa di morte per le donne.
Ogni 8 minuti una donna nel mondo muore: nella maggior parte dei casi, la mano omicida è quella di un marito, fidanzato, partner, familare...
Almeno il 20% delle donne, a livello mondiale, ha subito abusi fisici o violenza sessuale.
E da fare c'è ancora molto. Tanto. Troppo.

DM4


postato da: Gomitolina alle ore 01:10 | link | commenti (4)
categorie: convegni e approfondimenti
mercoledì, 12 marzo 2008

LA MIA VIDEO INTERVISTA E' ONLINE

Salve a tutti. La video intervista che ho rilasciato per il settimanale Donna Moderna al convegno "Alziamo la voce: NO alla violenza sulle donne" di Milano, è online quì.

postato da: Gomitolina alle ore 09:52 | link | commenti (3)
categorie: convegni e approfondimenti
lunedì, 10 marzo 2008

A SPOT SUL CONVEGNO DELL'8 MARZO

Vai allo speciale 8 Marzo
ALZIAMO LA VOCE: NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE
Il convegno è stato bellissimo, ben organizzato. MI hanno accolta con tanta gentilezza e mi sono davvero trovata bene e a mio agio.
Le redattrici di Donna Moderna sono davvero carine, giovani e competenti. I direttori sono eccezionali.
Qualche cambiamento fra gli ospiti, che fa capire dolorosamente quanto, fra noi donne, il problema della violenza non sia né prioritario, né sentito a dovere: hanno dato forfait l'On. Mussolini e la sig.ra Brambilla per impegni elettorali. Out anche Vanessa incontrada, ma lei era lievemente indisposta (aspetta un figlio).
Al loro posto: Ombretta Colli, Lalla Costa, e l'assessore Maiolino (credo si chiami così ma non appena uscirà il resoconto di Donna Moderna verificherò.)
Il discorso che avevo preparato per ogni evenienza non l'ho letto in quanto verrà messa online, forse sin da Lunedì 10 Marzo,  una mia videointervista sul sito che la redazione della rivista ha creato appositamente a supporto della campagna alziamo la voce: no alla violenza sulle donne.
Molto apprezzato da tutti un mio inervento durante il dibattito che vi riporterò con calma più avanti... Vista l'ora in cui scrivo.
Donna Moderna ha approntato un decalogo di richieste da inoltrare a Governo e Comuni che intendo riportare quì quanto prima, in modo da far seguire fatti alle solite chiacchiere. E magari fare un monitoraggio di cosa c'è nelle città di noi blogger, in tema di servizi per le donne vittime di violenza.
Un dato negativo che fa capire quanto ancora ci sia da fare nel notro paese: 7 milioni sono le vittime di violenza anche domestica, dentro le mura familiari ma solo 36 sono le case d'accoglienza presenti sul territorio nazionale. Ora meglio si comprende perché tante donne non denunciano la violenza commessa dal partner..... Dove andrebbero, specie quando amici e parenti voltano le spalle sordi alle richieste di aiuto?
A presto, per un resoconto piu' dettagliato.
Paola

postato da: Gomitolina alle ore 02:00 | link | commenti (2)
categorie: convegni e approfondimenti
domenica, 09 marzo 2008

FINALMENTE !

Si parla con un pò di clamore di violenza contro le donne. Vorrei tanto che l'8 marzo assumesse davvero il valore di festa delle conquiste femminili e non rimanesse una festicciola che dice poco e poco riconosciuta per il suo valore profondo. Paola, sai che per me sei una persona splendida e grazie per quello che stai facendo!!!


postato da: Kadija alle ore 21:56 | link | commenti (1)
categorie: definire la violenza, convegni e approfondimenti
venerdì, 07 marzo 2008

CONVEGNO CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE A MILANO: CI SARO' ANCHE IO

Vai allo speciale 8 Marzo
Non mi sembra ancora vero, eppure lo è.
al Teatro dell'Arte della Triennale di Milano, domani pomeriggio alle ore 15.00 si terrà un convegno aperto al pubblico, un'occasione unica per confrontarsi con politici, esperti e testimonial su un tema da denunciare: la violenza alle donne che in Italia conta 7 milioni di vittime.
Organizzato dalla rivista Donna Moderna nell'ambito della campagna sociale anti violenza attuata dalla popolare rivista, ho ricevuto l'invito per portare una mia testimonianza.
Ho accettato perchè è un'occasione unica, anche se la lista di interventi mi fa venire i brividi e mi innervosice molto: leggete quà....
 
Moderatore: Cipriana Dall'Orto, condirettore di Donna Moderna
 
Intervengono:
Antonella Boralevi
, scrittrice
Michela Vittoria Brambilla, presidente Circoli della Libertà
Giovanna Fava, avvocato Associazione "NonDaSola" di Reggio Emilia
Vanessa Incontrada, attrice
Alessandra Kustermann, responsabile Centro Soccorso Violenza Sessuale e Soccorso Violenza Domestica clinica Mangiagalli di Milano
Alessandra Mussolini, parlamentare europeo
Livia Turco, ministro della Salute
In collegamento video: Barbara Pollastrini, ministro per i Diritti e le Pari Opportunità
Ho passato l'intera giornata a decidere cosa mettere, ora scrivo due righe di discorso.
Vi aggiornerà quanto prima amiche e amici su come è andata.
 
Se potete venite anche voi al convegno. Se volete alzare la voce virtualmente, lasciate una traccia sul vostro blog, sito o pagina personale inserendo uno dei badge messi a disposizione da Donna Moderna nel sito dedicato alla violenza sulle donne.
Vai allo speciale 8 Marzo

postato da: Gomitolina alle ore 21:39 | link | commenti (4)
categorie: convegni e approfondimenti